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Quanto “guadagna” un consigliere comunale? 10 febbraio 2012

Posted by ilbeneincomune in 11. NOTIZIE VARIE, CONSIGLIO COMUNALE.
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Curiosando l’albo pretorio è possibile consultare la delibera per l’assegnazione dei compensi annuali ai consiglieri comunali. Ogni consigliere riceve un gettone di presenza per ogni consiglio comunale al quale prende parte per un importo pari a poco meno di 17 €. Nel caso in cui la seduta consiliare si prolunghi per più giorni ogni giorno si attribuisce un gettone di presenza. Questo vale anche se la seduta viene tolta dopo la mezzanotte, in questo caso si contano due gettoni di presenza e vengono riconosciuti circa 34 €. Quindi dal nuovo insediamento ogi ogni consigliere che ha partecipato a tutti i consigli ha collezionato 9 gettoni di presenza per un importo pari a circa 150€. Per quanto mi riguarda questo “guadagno” verrà messo a disposizione per le iniziative del gruppo (giornalino, volantini e spese varie). Inoltre se un consigliere è un lavoratore dipendente o pubblico ha diritto a un permesso retribuito per ogni giorno di consiglio (se si sfora la mezzanotte anche il giorno dopo) e in questo caso la ditta o l’ente per cui lavora presenta al Comune la fattura per pagare il suo lavoratore assentatosi per impegni amministrativi. Nessuno di noi 3 consiglieri può avvalersi comunque di questo diritto in quanto Benedetti è in pensione e io e Emanuele siamo lavoratori in proprio. La spesa totale per la liquidazione delle indennità dei nuovi consiglieri fino ad oggi è di 1336 € circa.

Luca Arrigoni

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Commenti»

1. angelo Morlotti - 12 febbraio 2012

Personalmente non condivido queste indennità per lavoratori dipendenti in quanto poi, questi importi sono comunque spese a carico della comunità. Giusto il gettone perchè comunque ripaga del tempo speso, ma l’indennità sembra proprio che serva solo per stare a casa dal lavoro anche se poi non è così necessario. Io mi occupo e sono presidente di un’associazione di lavoratori con circa 1300 soci, per la quale il comitato direttivo, io e altri volontari spendono ore del propio tempo, pause pranzo e serate fino a tarda ora senza percepire nessun indennizzo. Questo perchè l’entrata nel comitato direrttivo è volontaria e perciò uno sceglie di dare il parte del suo tempo per gli altri. Allo stesso modo, nessuno ha obbligato guesti “consiglieri” a candidarsi e perciò essendo una scelta personale volontaria non ritengo che sia corretto avere indennizzi e sopratutto la possibilità di assentarsi del lavoro il giorno del consiglio comunale , e se questo si prolunga, anche il giorno dopo. E poi ci lamentiamo dei nostri deputati a Roma? Se già ne approfittiano a livello dei piccoli comuni.

2. Roberto - 12 febbraio 2012

Concordo con Angelo Morlotti, il permesso retribuito per i consiglieri lavoratori dipendenti è scorretto. Bisogna tornare a un sano volontariato, dove ciascuno mette a disposizione il proprio tempo libero secondo le proprie disponibilità. Il gettone di presenza è così irrisorio (17 euro lordi per ogni CC) che non mi sembra giusto abolirlo. Sarebbe più interessante sapere i compensi di sindaco, vicesindaco, assessori e gli eventuali rimborsi spese, benefit ecc. Perchè nessuno gli ha mai pubblicati?

3. Michela Scavo - 13 febbraio 2012

Concordo, e aggiungo che per quello che riguarda i compensi non sono del tutto contraria se proporzionati al tempo che gli amministratori dedicano allo svolgimento delle proprie attività. Mi spiego meglio: gli eletti che rinunciano al proprio impiego o comunque a una parte del proprio lavoro per dedicarsi all’attività amministrativa hanno a mio avviso diritto ad un giusto compenso. Chi lo fa, invece senza rinunciare agli onorari della propria professione dovrebbe avere solo il rimborso delle spese sostenute. Subito dopo le elezioni, in albo pretorio, era possibile scaricare un documento che attestava il pagamento da parte del comune della liquidazione del sindaco uscente ( non proprio patatine… se non ricordo male si trattava di 4000 euro abbondanti, per i cinque anni di insediamento). Insomma, per me, giusto riconoscere una sorta di stipendio per chi effettivamente lo fa come lavoro ( a tempo pieno o meno…) mentre per il resto solo il pagamento delle spese. Poi è senza dubbio vero che è implicita la volontarietà dei candidati ma supponendo impegno costante e presenza in palazzo comunale e sul territorio bisogna per forza supporre che il tutto vada a scapito del proprio lavoro. Inutile dire che poi la parola benefit va a mio avviso abolita…..


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